Loreto è una piccola cittadina storica, frequentata principalmente da visitatori americani, per i collegamenti aerei che quotidianamente dagli Stati Uniti portano al piccolo aeroporto internazionale della città.
Loreto è anche Pueblo Magico, cioè fedele alle sue antiche tradizioni e alla sua storia, di cui si incontrano suggestive testimonianze ovunque, dentro e fuori la città.
Loreto fu il primo insediamento coloniale degli spagnoli in Bassa California e la sua origine, risalente alla fine del XVII secolo, si deve ai missionari gesuiti. Il suo centro storico è caratterizzato dalla Missione Nuestra Señora de Loreto, fondata nel 1697 e ancora ben conservata, nel cui interno si trovano statue e una pala d’altare del diciottesimo secolo, ma anche i resti di una piccola imbarcazione, armi d’epoca, attrezzi ed altri interessanti oggetti antichi, nel piccolo museo ad essa adiacente.
La missione è importante dal punto di vista storico perché fu la prima fondata nella penisola e perché proprio da qui partì la predicazione dei padri gesuiti nelle due Californie.
Tutto il centro è caratterizzato da edifici dalla tipica architettura coloniale, da angoli caratteristici e da numerosi negozi di artigianato.
C’è anche il ristorante più antico di Loreto, dove la proprietaria, nonché chef, cucina solo piatti tradizionali, in maniera ancestrale (senza utilizzare utensili elettrici) con ingredienti locali, secondo antiche ricette tramandate da generazioni.
Non lontano da Loreto, a circa una mezz’ora di cammino in auto su strada sterrata, in mezzo alla vegetazione e nei pressi di un’oasi ricca di palme, si trova l’antica, grande missione di S. Javier.

La sua imponente costruzione in pietra, ancora magnificamente conservata, si erge maestosa sul grande piazzale circondato da pochi locali di ristoro e poche case sparse lungo strade di terra battuta.
A fianco della cattedrale, un piccolo cimitero storico e, sul retro, un enorme olivo che deve avere almeno trecento anni, quindi pressappoco la stessa età della cattedrale e dell’antico orto coltivato dai religiosi.
Il lungomare di Loreto è ombreggiato da alte palme, costeggiato da ville e resort ed abbellito da grandi statue dedicate a varie specie marine. La baia è sorvegliata da un grande faro bianco, sotto al quale sono ormeggiate piccole imbarcazioni, non solo quelle dei pescatori, ma anche quelle che portano all’Isla Coronado che, insieme ad altri quattro isolotti, fa parte di un Parco Marino Nazionale protetto.
Isla Coronado è un piccolo paradiso di acqua turchese trasparente e sabbia bianca che contrasta con il grigio scuro delle rocce vulcaniche ed è attraversata da piccoli sentieri che conducono a viste spettacolari sulla baia.

La vita marina è incredibilmente abbondante ed è facile avvistare grandi mante, delfini, tartarughe marine e un gran numero di pesci tropicali multicolore di tutte le grandezze. Qui è possibile fare snorkeling per ammirare tanta bellezza e ricchezza naturale.
Come per altre cittadine della Bassa California, qui il governo ha imponenti piani di sviluppo turistico, secondo il modello che è stato di Acapulco prima e Los Cabos poi.
Fortunatamente la popolazione locale ed i pescatori sanno molto bene quale impatto questo potrà avere su un ambiente così intatto e non sembrano favorevoli ad uno sfruttamento massivo delle risorse.
Alcuni di loro ricordano come già negli anni ’60, le acque della baia di Loreto furono meta di un turismo peschiero di tipo predatorio che portò quasi all’estinzione di alcune specie, tra cui i Grouper, che da allora non hanno mai più raggiunto così grandi dimensioni, né la loro capacità riproduttiva che sembra legata proprio alle dimensioni che gli esemplari raggiungono.
Preoccupati per l’acqua, non solo del mare, dal momento che si tratta di una cittadina nel deserto le cui risorse idriche non sono certo illimitate, i cittadini di Loreto sono pronti ad opporsi a qualsiasi piano di sviluppo che non sia sostenibile dal punto di vista ambientale.
Del resto, fu proprio questa comunità a volere l’area protetta e leggi a salvaguardia della bellezza e della ricchezza naturalistica della regione.
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