Le Missioni della Baja California

La storia della Bassa California ha radici antiche, ed è strettamente legata alla colonizzazione dei missionari, prima Gesuiti, poi Francescani e Domenicani.
È una storia di resistenza e determinazione da parte dei popoli indigeni della Baja California (Cochimi, Guaycura e Pericu’) contro la colonizzazione e, come tutte le colonizzazioni, ha il suo lato oscuro.

La Colonizzazione

Nel gennaio del 1633, il governo spagnolo rifornì con tre navi e 200 uomini una spedizione in Bassa California, comandata dal governatore di Sinaloa, Isidro de Atondo y Antillon e accompagnata dal sacerdote gesuita Eusebio Kino.
Le navi approdarono nella località che sarebbe divenuta in seguito la città di La Paz.
Il primo insediamento a La Paz fu presto abbandonato a causa della popolazione locale, che si dimostrò ostile e ben poco propensa a questa colonizzazione.
Ci riprovarono, vicino Loreto, ma anche questo tentativo fallì.
Kino e Atondo y Antillon tornarono quindi sulla terraferma, dove il primo andò a stabilire diverse missioni nel nord-ovest.

Missioni Gesuite

Fu solo nel 1695 che un altro prete gesuita, di nome Juan Maria Salvatierra, riuscì finalmente a stabilire un insediamento spagnolo permanente a Loreto.
La missione Nuestra Señora de Loreto divenne presto la capitale religiosa e amministrativa della penisola.
Da qui, altri gesuiti partirono per predicare e lavorare in tutta l’area, fondando un totale di ben 23 missioni nei successivi 70 anni.
Insieme alla religione, ai palmeti e alla coltivazione della frutta, i gesuiti portarono in Bassa California alcune malattie alle quali i nativi non erano mai stati esposti.
Nel 1767, epidemie di vaiolo, peste, tifo, morbillo e persino malattie veneree decimarono la popolazione.
Della popolazione locale che contava circa 48.000 individui, ne rimasero soltanto 8.000.

L’intervento del governo spagnolo e l’arrivo dei francescani

Mentre il declino della popolazione minacciava l’esistenza e lo scopo stesso delle missioni, fu il governo spagnolo a porre fine agli sforzi dei gesuiti.
Si diceva che i preti gesuiti avessero accumulato una fortuna sulla penisola e stessero diventando troppo potenti.
Quando il potere tornò direttamente alla Spagna, re Carlo III espulse i religiosi dalla penisola sotto la minaccia delle armi e li rimpatriò in Spagna.
In seguito, arrivarono i francescani, sotto l’autorità diretta di don Junipero Serra. Chiusero o consolidarono diverse missioni esistenti e ne fondarono una loro, San Fernando Velicata.
Padre Serra ricevette nuovi incarichi dal governo spagnolo e, insieme a Gaspar de Portola, si spinse a nord per fondare nuove missioni in Alta California.
Questa impresa, che ha dato origine a 21 missioni in Bassa e Alta California, portò alla beatificazione di Junipero Serra da parte della Chiesa Cattolica.
Nel 1772 arrivarono poi i domenicani, stabilendo nei successivi trent’anni altre nove missioni nella parte settentrionale della Baja California.
Continuarono però anche a dirigere le missioni fondate precedentemente dai Gesuiti.

La Rivolta Del Popolo Messicano

Finalmente, nel 1810, il popolo messicano si sollevò per porre fine al dominio spagnolo. I giorni del governo sul territorio da parte delle missioni erano ormai contati.
Il Messico ottenne l’indipendenza nel 1821 e nel 1832 e dopo che la Baja California divenne territorio federale, il governatore trasformò le missioni in semplici chiese parrocchiali, mettendo così definitivamente fine all’opera missionaria e al governo della penisola da parte degli ordini religiosi cattolici.

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