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Le Balene grigie della Bassa California

Il Blog di Baja California Travel

“Informazioni e consigli utili per un viaggio in Baja California”

balene bassa california

Settembre 26, 2019

L’incontro con le balene della Bassa California sono tra le più importanti esperienze che questo meraviglioso territorio offre, ma non è stato sempre così, nel 19° secolo furono cacciate in numero così grande da rischiare l’estinzione. Negli anni ‘40, quando la caccia commerciale si interruppe, finalmente iniziarono una nuova vita e le lagune che un tempo annunciavano la loro morte tornarono ad essere il luogo in cui le balene grigie, 100% messicane per nascita, trovarono un accogliente rifugio.

La Balena grigia della Bassa California

La balena grigia del Pacifico (Eschrichtius robustus) è un mammifero nell’ordine dei cetacei. Le balene grigie sono parenti di delfini e focene e, come tutti i membri di questo ordine, usano l’ecolocalizzazione (o biosonar) per comunicare e navigare. Un esemplare adulto di solito raggiunge una lunghezza di circa 14 metri e può pesare fino a 30-40 tonnellate. La balena grigia appartiene al gruppo noto come balene baleen che comprende anche la balena blu, la megattera e la balena destra.

Per nutrirsi usano strutture specializzate simili a un pettine composte di cheratina, i fanoni, che sono attaccate alle loro mascelle per filtrare piccoli organismi marini che raccolgono in grandi bocconi dal fondo dell’oceano. Le pieghe ai lati consentono alla bocca di gonfiarsi mentre la riempiono di acqua e poi grazie a una potente muscolatura spruzzano l’acqua attraverso lo sfiatatoio, la grande narice che hanno sul capo, intrappolando le particelle di cibo all’interno della bocca.

Ciclo di vita

Le balene grigie trascorrono le loro estati (da luglio a settembre) nelle fredde e nutrienti acque dei mari dell’Artico nel nord del Pacifico. Con l’avvicinarsi dell’inverno, iniziano un viaggio che rappresenta la più lunga migrazione conosciuta di un mammifero. Completano il viaggio in poco meno di due mesi, nuotando senza sosta per 8.000/10.000 chilometri lungo la costa del Pacifico del Nord America fino alle lagune costiere della penisola della Bassa California.

A dicembre, una volta arrivate ​​in laguna, iniziano il corteggiamento e l’accoppiamento, mentre le femmine che erano rimaste incinta l’anno prima danno alla luce i loro piccoli. I neonati sono lunghi circa 4 metri e possono pesare fino a 600 kg, ma possono prendere 40kg al giorno grazie al latte delle loro mamme, ricco di grassi.

Ci sono diverse ragioni per cui le lagune della Bassa California sono il punto ideale per questa meravigliosa storia: sono circondate dalle calde terre del deserto e, grazie al sole e all’aria secca, l’acqua evapora velocemente dalla superficie aumentando così la salinità e di conseguenza la forza di galleggiamento. Questa è una caratteristica importante per i nuovi nati perché la maggiore facilità a galleggiare li aiuta ad imparare presto a nuotare e le loro mamme, finalmente, posso rilassarsi dopo il lungo viaggio. Le lagune poco profonde, infatti, offrono protezione dalle orche, i loro principali predatori, e per fortuna continuano ad essere relativamente poco frequentate anche dall’uomo.

Tra febbraio e marzo i maschi si dirigono verso nord con un’andatura più distesa, mentre le femmine ed i piccoli indugiano nelle lagune fino ad aprile, per poi rientrare anch’essi nei freddi mari artici. Le madri e i loro piccoli viaggeranno in mezzo ad altre femmine, per farsi compagnia e per proteggersi dalle orche. Quando i piccoli iniziano la loro prima migrazione, possono aver raggiunto una lunghezza di 6 metri.

La caccia alle balene grigie

Nell’Oceano Pacifico esistono due popolazioni distinte di balene grigie: quella del Pacifico nord-occidentale, il cui percorso migratorio va dall’Artico in estate al Mar Cinese Meridionale in inverno, che purtroppo vive ancora in grave pericolo, e quella del Pacifico nord-orientale, che appartiene alla più fortunata comunità delle balene grigie della California, e oggi vive al sicuro. Ma non è stato sempre così.

Massacrate fino quasi all’estinzione nel 19° secolo per la loro carne e per il loro grasso, utilizzato principalmente come fonte di carburante, le balene grigie non furono capite per molto tempo. Addirittura venne dato loro l’appellativo di “diavoli”, per la tendenza a scontrarsi e affondare le barche baleniere quando venivano attaccate o quando i loro piccoli erano in pericolo.

Nel 1857 il cacciatore di balene Charles Scammon le sorprese numerose in una laguna a nord della Baja California (Ojo de liebre o Scammon Lagoon). Il massacro che seguì nei successivi 12 anni decimò la popolazione (si stima che gli esemplari si ridussero da 30.000 a soli 2.000), fino a quando la caccia in queste lagune diventò poco remunerativa.

Balene amiche

È stato un pescatore di San Ignacio, José Francisco Mayoral detto Pachico, colui che per primo avvicinò amichevolmente una balena grigia, nel 1972. Tornando a San Ignacio raccontò entusiasta come le balene grigie della bassa california sembrassero salutarlo, ma naturalmente nessuno gli credette. Però le storie in Bassa California viaggiano veloci e di lì a poco altri pescatori ebbero esperienze analoghe e raccontarono di esemplari di balene grigie che giocavano con loro strofinandosi sulle barche e sui gommoni.

Verso il 1980, spinti dalla curiosità, diversi scienziati iniziarono a raggiungere la laguna. Quelle balene che si avvicinavano alle barche, mostrando un apparente desiderio di contatto umano, divennero presto note come “amichevoli”.

Oggi non è insolito per un la madre balena spingere fisicamente il balenottero verso una barchetta di esseri umani strepitanti, desiderosi di accarezzarli, se non addirittura di baciarli. Le balene grigie, come gli esseri umani, sono piuttosto curiose e la cosa più incredibile è che a volte i ruoli sembrano confondersi, perché ognuno si sente allo stesso tempo “osservatore” e “osservato”. I piccoli balenotteri di solito dedicano un po’ di tempo a esplorare la situazione, gironzolano intorno alla barca e poi emergono dall’acqua rivolgendo a noi umani il loro enorme occhio di creatura superiore, lasciandoci attoniti, increduli ed emozionati. Allungare una mano e toccare quell’essere gommoso è un’esperienza magica.

I Santuari delle balene grigie

Nel 1972 il governo messicano dichiarò le lagune “Santuari delle balene”. Nel 1988 fu creata la Riserva della Biosfera di Vizcaíno, la più grande area protetta dell’America Latina, che include questi sistemi lagunari.

Negli ultimi 20 anni, oltre 12.000 piccoli di balena grigia sono nati nelle lagune della Bassa California e durante la stagione 2014-2015 sono stati avvistati 2.652 esemplari di balena grigia.

Il governo messicano rilascia speciali permessi alle imprese di ecoturismo che durante i mesi invernali offrono tour per l’osservazione delle balene. Al fine di proteggere le balene grigie al loro arrivo e ridurre le interferenze umane, l’accesso alle lagune non è concesso fino al 1 ° gennaio di ogni anno.

Questo dà alle balene grigie il tempo di accoppiarsi e dare alla luce i loro piccoli, prevenendo potenziali incidenti con gli esseri umani. Il numero di barche e altre imbarcazioni da diporto autorizzate all’accesso viene limitato in maniera stringente, la navigazione viene delimitata in specifiche aree di osservazione e il comportamento degli operatori regolamentato accuratamente.

Un nuovo pericolo

A nord di Guerrero negro esiste la più grande salina del mondo che è oggi di proprietà della Mitsubishi, la multinazionale giapponese.

Nel 1994, l’ESSA (azienda proprietaria della salina) propose di costruire una nuova salina sulla costa di Laguna San Ignacio. Un progetto persino più grande di quello di Guerrero Negro, che prevedeva 16 pompe diesel per rimuovere l’acqua dalla laguna, un molo lungo un miglio proteso nel Pacifico per caricare il sale direttamente sulle navi da trasporto e miglia e miglia di dighe e condutture che attraversavano il deserto isolato e la Riserva della Biosfera.

Le comunità potenzialmente più colpite dal progetto lo hanno respinto, affermando che la presenza delle pompe e dei macchinari nelle saline di Guerrero Negro avrebbe avuto un effetto dannoso non solo sulle balene grigie, essendo vicino al loro vivaio, ma anche su altre forme di vita che attraversano quelle acque incontaminate e quindi avrebbe messo a repentaglio il loro sostentamento.

Ne è seguita una battaglia di sei anni, principalmente contro Mitsubishi, ma le petizioni al governo restavano inascoltate e così la popolazione locale ha chiesto aiuto a un certo numero di organizzazioni ambientaliste messicane e internazionali.

Save the whales

Gli ambientalisti, a quel punto, hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione internazionale che includeva la scrittura di lettere, un boicottaggio dei prodotti Mitsubishi e una campagna mediatica intitolata “Save the Whales” con la partecipazione di celebrità internazionali che sono arrivate sulla laguna per salvare  le balene grigie.

Nel 2000, al culmine del conflitto, il presidente Ernesto Zedillo si recò in laguna con la sua famiglia per capire meglio cosa stesse scatenando tutto quel tumulto e incontrare le ormai famose balene brigie della Bassa California. Pochi minuti dopo essere arrivato nell’area di osservazione, un piccolo di balena si avvicinò alla loro barca; chinandosi sul fianco della barca, la moglie di Zedillo piantò un bacio sul naso del balenottero e scoppiò immediatamente in lacrime.

In quel momento Zedillo, che non aveva risposto agli appelli della comunità, probabilmente si sentì con le spalle al muro. Appena cinque giorni dopo, tornato nella capitale, indisse una conferenza stampa per annunciare che il progetto delle saline era morto e che, come patrimonio nazionale, la laguna sarebbe stata protetta dallo sviluppo e quindi da progetti invasivi come quelli dell’ESSA.

La decisione offrì a Zedillo l’occasione per salvare la faccia, e probabilmente anche il suo matrimonio, perché sarebbe stato inaccettabile che mettesse in pericolo un tesoro nazionale proprio lui, “100% messicano di nascita” come le balene grigie della Bassa California

Nel 2005, cinque ONG hanno costituito la LSI Conservation Alliance. Grazie alle donazioni, l’Alleanza è stata in grado di mettere al sicuro diversi chilometri di costa nella parte meridionale della laguna. Nel 2006, il governo messicano ha decretato la protezione di 65.500 acri di terra federale lungo la costa occidentale. Attualmente l’Alleanza sta cercando di raccogliere fondi per proteggere ulteriori 174.000 acri appartenenti a Ejido Emiliano Zapata sulla costa nord della laguna.

L’obiettivo finale è proteggere stabilmente tutto il territorio del litorale lagunare per le future generazioni di messicani, vietando così lo sviluppo urbano e industriale e consentendo comunque progetti sostenibili, a basso impatto ed ecologici.

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